alimentazione e statosi epatica o fegato grasso

 

  • Metabolizza zuccheri, grassi e proteine
  • Produce la bile per permettere l’assorbimento dei grassi
  • Produce gli zuccheri necessari all’organismo
  • Produce trigliceridi e colesterolo 
  • Produce sostanze fondamentali per la coagulazione del sangue
  • Funge da riserva di vit.B12, ferro e rame
  • Degrada le sostanze di scarto dell’organismo per eliminarle 
  • Svolge un’azione detossificante per l’organismo 

Le importantissime funzioni elencate sono solo le principali tra le tante funzioni svolte dal fegato.

Lo stile alimentare ha molta influenza su quest’organo ed è proprio per questo motivo che tra le cause che possono portare ad avere un fegato grasso (steatosi) vi sono un’eccessiva introduzione di calorie e/o alcol, la concomitanza di altre patologie quali: diabete, obesità, ipertrigliceridemia, malnutrizione oppure la repentina perdita di peso.

Qualunque sia il motivo scatenante la steatosi il primo e fondamentale trattamento è adottare un’alimentazione equilibrata, in caso di sovrappeso o obesità ridurre gradualmente il peso ed attuare e mantenere uno stile di vita attivo prediligendo l’attività fisica aerobica.
La piramide alimentare rispecchia le indicazioni di un’alimentazione equilibrata.

In particolare le indicazioni alimentari da seguire in caso di steatosi sono:

  • Ridurre quanto più possibile il consumo di zuccheri ed alimenti che lo contengono stando attenti anche a non consumare troppa frutta. Per zuccheri non si intende solo zucchero bianco, di canna e miele ma anche tutti i prodotti che li contengono da dolci, torte e biscotti a fette biscottate, yogurt, salse, succhi di frutta, bibite, marmellate ecc. Per quanto riguarda la frutta quella più zuccherina è rappresentata da banane, cachi, fichi e uva di cui è bene ridurre in modo particolare la frequenza, per il resto della frutta è sufficiente non consumare più di 3 frutti al giorno.
  • Prediligere cereali integrali senza eccedere nella loro frequenza e quantità giornaliera di consumo. In particolare è buona abitudine cercare di variare i cereali consumandoli nella loro forma integra, come farine integrali oppure preferire prodotti da forno secchi. Alcuni esempi di cereali sono: orzo, farro, avena, riso, miglio, quinoa, amaranto, grano saraceno ecc. Attenzione alle etichette dei prodotti integrali che spesso non sono prodotti con farine integrali ma con farine bianche/raffinate e crusca.
  • Assumere a tutti i pasti verdura fresca di stagione limitando il consumo di funghi, verdure in scatola o sott’olio
  • Preferire carni magre sia bianche che rosse, pesce fresco magro e legumi, al posto di pietanze ricche di grassi come formaggi (tutti i tipi), affettati grassi come pancetta coppa, insaccati (salame, mortadella, salsicce, wusterl, ecc), pesci grassi (anguilla, cefalo, murena, aragoste, ostriche, pesce sott’olio, crostacei/molluschi).
  • Evitare tutti i tipi di alcolici ma bere almeno 2 litri di acqua al giorno preferibilmente oligominerale naturale
  • Consumare in modo variato ma con moderazione oli vegetali, semi e frutta secca, avocado, cocco. Tutti questi alimenti sono preziosi per il loro contenuto di grassi “buoni” omega 3 e 6 e vitamine ma apportando grassi è bene non eccederne nell’utilizzo.
  • Preferire metodi di cottura semplici come: pentola, forno, cartoccio, vapore, slow coocking evitando fritti, soffritti e impanature.
  • Cucinare insaporendo con aromi e spezie soprattutto cardo e curcuma e ridurre quanto più possibile l’aggiunta di sale alle preparazioni. Da evitare invece sono: salse (maionese, ketchup, salsa di soia, ecc.), dadi, brodi liofilizzati, ecc.
  • Consumare le uova senza superare le 2 a settimana, possono essere cucinate in pentola antiaderente senza aggiunta di condimento oppure come frittate cotte al forno su carta forno o al microonde
  • Evitare margarina e tutti i cibi che la contengono. Leggere bene gli ingredienti, spesso i cibi light o con pochi grassi possono nascondere tra gli ingredienti la margarina o grassi idrogenati in genere.